Il mister degli amatori: «Non sono vecchio ma storico. Ai giocatori insegno anche l’educazione, ogni volta che vedo un assist mi commuovo»

È il più anziano allenatore in forza al Centro sportivo italiano, realtà che mette in campo ogni week end, solo in città, 2.583 squadre e 66 mila tra giocatori, coach, organizzatori e volontari dei vari oratori sul territorio (supereranno i 100 mila entro gennaio, ndr). Oltre 500 affiliazioni conquistate dal Csi negli ultimi due mesi, e altrettanti allenatori. In mezzo lui, Michele Busnelli, fiore all’occhiello per età, 84 anni: «Anziano non mi piace, direi storico», precisa. Sorriso contagioso ma a sentire i ragazzi «sa essere anche molto duro al momento giusto: per lui il risultato in partita viene dopo, l’importante è tirare fuori la grinta e la disciplina in allenamento e poi la generosità per la squadra dopo il fischio d’inizio». Insomma gli vanno bene (anzi benissimo) i gol «ma gli assist hanno una loro eleganza particolare», dice il mister.
 

Ha iniziato molti decenni fa, ha una moglie, Marisa, che lo accompagna nelle «trasferte» in altri quartieri per il campionato e una figlia, Barbara, orgogliosissima. Trent’anni fa organizzava tornei in via Anemoni, poi è diventato allenatore della società Gobetti e infine della Football Milan Ladies, in via dei Ciclamini racconta Claudio Giannetti, presidente dello Sporting Murialdo del Giambellino, che se lo è aggiudicato. Giannetti voleva proprio lui perché in quartiere è una personalità, «i ragazzi lo conoscono e lo rispettano e lo stimano e in contesti difficili questo è essenziale», spiega.
Nel 2021 la Ladies si sciolse perché il glorioso campo di calcio venne assegnato dal Comune alla Golarsa Academy e trasformato in campi da tennis. Alla Murialdo presero dunque a giocare tanti ragazzi «esodati» di quel campo, tra cui anche il nipote del Busnelli ed è lì che Michele, classe 1940, si è deciso a lanciare il cuore oltre l’ostacolo e cambiare parrocchia, ovvero squadra. 

È versatile: all’occorrenza allena anche i portieri e la squadra integrata con ragazzi che hanno qualche disabilità e poi se c’è bisogno fa l’arbitro, fa il guardalinee, l’organizzatore. E gioca pure, da portiere, quando a battersi è la squadra degli allenatori Csi.
Si mantiene giovane, insomma: «Il trucco è proprio tare in mezzo a loro e testare spesso la tempra mettendo dei confini, dei limiti». Si diverte a insegnare l’educazione insieme alle regole dello sport: «Tratto gli adolescenti da responsabili ma non da adulti, perché non lo sono — riflette Michele —. Sono ancora ragazzi e ai ragazzi, anche se non le chiedono esplicitamente o addirittura si mostrano refrattari ad averne, piacciono le regole, i binari all’interno dei quali crescere. A volte nei genitori delle generazioni successive alle mie vedo molta protezione». Ma che tipo di protezione? «Se difendi il tuo ragazzo facendo vedere che cerchi di preservarlo da ogni frustrazione non fai il suo bene. La soddisfazione più grande, ai miei tempi — racconta —, era cadere per potersi rialzare e sorprendere anche l’avversario, oltre alla famiglia». Erano anni diversi, forse più difficili? Risponde sicuro Michele: «Direi più facili, proprio per questi limiti che avevamo».

Negli anni Cinquanta, quando era adolescente lui stesso, Busnelli correva in bicicletta a livello agonistico ma quando si trattò di fare il salto di categoria aveva appena iniziato a lavorare e quell’impegno nuovo non era compatibile con la sua quotidianità. Dovette quindi rinunciare a malincuore. E diventò direttore di un negozio in via Mercato e infine si spostò in via Paolo Sarpi dove aprì un colorificio.
Si innamorò perdutamente di Marisa il giorno che la vide in largo Settimio Severo, «con i suoi enormi occhi blu», ricorda con commozione. Marisa usciva in strada per scaricare da un furgone delle casse per il negozio all’Onestà. «Era energica, sportiva, bellissima», sogna ancora. Per amore di lei si spostò al Giambellino ed è ancora lì. La pensione del riposo non esiste: «Ogni volta che in campo vedo un giocatore che passa la palla al compagno, un po’ mi commuovo».

Link: Michele Businelli, 84 anni, di Milano, il più anziano allenatore d’Italia del Csi: «Per me l’età non conta, quando serve faccio anche il portiere» | Corriere.it